Mastoplastica Additiva

L'intervento di mastoplastica additiva è indicato quale correzione all'ipoplasia mammaria, deficit di sviluppo della ghiandola stessa; può essere bilaterale o più raramente monolaterale.
Il mancato sviluppo della ghiandola lo si constata durante la pubertà e solo al termine della medesima, circa ai 19-20, è possibile trattarla. Ci sono casi anche di svuotamento della ghiandola mammaria e di mancata risposta ormonale dei recettori anche nell'età adulta.


La correzione di questa anomalia volumetrica in senso negativo della ghiandola mammaria è chirurgica.
Trattasi di intervento di mastoplastica additiva con l'ausilio di protesi mammarie. L'intervento, eseguito in anestesia locale con sedazione o anestesia generale della durata di circa un ora, avviene tramite un incisione cutanea che può essere concordata tra chirurgo e paziente:

  • una periareolare di pochi cm (la più consigliata, più contenuta e meno visibile)
  • nel solco mammario (più grande e più visibile)
  • nell'ascella (ampia, visibile).

Le protesi, di varia forma (ovali, tonde anatomiche, con profilo alto, basso, medio) saranno scelte sulla base della correzione da effettuare e potrebbero essere di misura diversa rispetto alla mammella contro laterale. Hanno una membrana detta testurizzata, biocompatibile con i nostri tessuti.
All'interno vi è un gel di silicone altamente coesivo detto di seconda generazione, tale che se le protesi dovessero rompersi per evento traumatico, il prodotto non migra ma rimane all'interno della membrana rotta. Non c'è più l'urgenza quindi di sostituire immediatamente le protesi come accadeva fino all'inizio degli anni ottanta quando all'interno c'era il silicone liquido, che a seguito di rottura protesica, migrava nei tessuti corporei.
Ora una volta che il paziente si riprende dal trauma, (ad es incidente stradale) con condizioni stabili ed a distanza di mesi dal medesimo si può effettuare la sostituzione protesica senza alcuna problematica.
Le protesi si possono posizionare retro ghiandolari, sottomuscolari nella parte superiore e retro ghiandolari in quella inferiore, tutte retro muscolari.
Personalmente si preferisce per una serie di ragioni posizionare le protesi mammarie retromuscolarmente dietro il muscolo gran pettorale. Infatti dietro il muscolo rende l'aspetto mammario più naturale, fisiologico, evitando l'effetto visivo a "palla".
Il muscolo nasconde bene i margini protesici, la forma e l'aspetto è conservato negli anni grazie all'ancoraggio del muscolo allo sterno e al costato, si può allattare senza problemi, il check senologico con ecografia e mammografia esamina agevolmente tutti i quadranti.
Viceversa se la protesi è retro ghiandolare si ha una forma spesso a palla,molto evidente, artificiale, si avvertono i margini della protesi, il peso della medesima mi allunga la mammella non essendo ancorata a strutture osteo muscolari, l'allattamento può essere alterato, l'ecografia o mammografia non mi esaminano correttamente tutti i quadranti.

Le protesi mammarie sono sicure, non danno origine a problematiche né cancerogene, come dimostrato scientificamente (infatti sono utilizzate come presidio anche per ricostruire una mammella post mastectomia), né malattie autoimmunitarie, tipo Sjogren, come ipotizzato negli anni ottanta. Risolvono invece rapidamente un grave handicap fisico/psicologico del paziente.

Anche la mastoplastica additiva, come ogni intervento chirurgico, può avere delle complicanze, seppure contenute in minima percentuale dell'ordine dell'1-1.5 % (infezioni, sieromi, ematomi).
In ultimo utilizzando un materiale allo plastico, seppure biocompatibile, vi è un'altra complicanza tardiva che è la contrattura capsulare. Ovvero la capsula fibrosa che normalmente si crea quando inseriamo un prodotto nel nostro corpo può diventare dura e dare una mammella dolente.
Questa evenienza si è drasticamente ridotta dal 50 % negli anni 70-80,ai 4-5 % per le protesi posizionate retroghiandolarmente e 2-3% per quelle retro muscolari grazie alla biocompatibilità delle membrana protesica. In tal caso si esegue un intervento rapido di liberazione della porzione fibrosa. E' possibile aumentare il volume mammario di diverse taglie, ma si consiglia di aumentarlo in considerazione dei propri parametri volumetrici di tronco, spalle, bacino, così da ottenere un effetto il più naturale possibile. Un'alternativa all'utilizzo di protesi per aumentare il volume mammario è quella di utilizzare del grasso proprio,con la tecnica del lipofilling.
E' una metodica che però ha dei limiti, in quanto è possibile un aumento limitato della mammella e può dare delle disomogeneità di simmetria.
E' utilizzata anche per compensare delle asimmetrie negli esiti di intervento mammario.

 

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